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Cenni di fisica
e fisiologia del
colore

Il colore
non esiste

Il colore viene generalmente utilizzato in modo spontaneo e inconsapevole, cioè operando le scelte in base ai gusti personali o alle tendenze del momento generate dal mercato. Al fine di riaffermare conoscenza e consapevolezza dell’importanza che il colore riveste in tutti gli ambiti della nostra vita, trascorsa per la maggior parte all’interno e all’esterno di luoghi costruiti e colorati, abbiamo pensato di ricordare, sia a chi necessita di usare il colore per sé stesso sia a chi lo usa professionalmente, alcuni fondamenti in merito alle sue meno esplicite e apparenti potenzialità di utilizzo e di espressione.

Il colore non esiste solo nel modo in cui siamo abituati a immaginarlo e identificarlo. Il nostro punto di partenza risiede nella fisica, ed è la consapevolezza che il colore è la luce, o meglio lo spettro della luce visibile, cioè quella gamma di onde elettromagnetiche comprese tra i raggi infrarossi e i raggi ultravioletti, invisibili invece all’occhio umano. Questa scoperta la si deve allo scienziato Isaac Newton, che nel 1666 fece il famoso esperimento del raggio di luce che attraversando un prisma di vetro, si scompose in sei componenti cromatiche diverse, rosso/arancio/giallo/verde/azzurro/viola - definiti i colori spettrali - ai quali se ne aggiunse successivamente un settimo, l’indaco, compreso tra l’azzurro e il violetto, per questione di cabala numerologica.

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Fu il primo a teorizzare che ad essere colorata non è la materia ma i raggi luminosi che la colpiscono. Senza luce dunque ci sono buio e assenza di colore. Per tradurre quindi, in modo sintetico, la complessità del sistema che ci permette di vedere i colori tramite la radiazione luminosa, ci addentriamo nella fisiologia, una materia che spiega come la luce, quando colpisce una qualsiasi superficie, viene trattenuta e in parte riflessa - sotto forma di lunghezze d’onda - da quest’ultima, arrivando ai nostri occhi come stimoli luminosi. Tramite poi un altrettanto complesso sistema di conversione fotochimica, questi stimoli tra retina, nervo ottico, coni e bastoncelli, arrivano al nostro cervello che produce in noi la visione del colore e dell’oggetto

Cenni di psicologia
del colore

Un qualsiasi ambiente fisico, esterno o interno, agisce su di noi con un costante e continuo invio di stimoli, che vengono recepiti e raccolti dalla molteplicita dei nostri sensi in sinestesia percettiva. I recettori sensoriali elaborano questi stimoli e generano altrettante e corrispettive reazioni positive o negative, che determinano il nostro stato di salute psicofisica. lmpossibile quindi pensare che gli ambienti in cui trascorriamo il nostro tempo siano composti da elementi neutri. Forme, materiali, luce, colori, hanno tutti una componente attiva sul nostro sistema percettivo e determinano in tal modo ii maggiore o minore comfort abitativo di ogni ambiente.

Fu Goethe che alla fine del '600 definl la sua teoria dei colori, basandola non solo sulle proprieta fisiche del colore, ma soprattutto sui suoi effetti sulla percezione dell'essere umano. Oueste prime ricerche sulle componenti psicologiche, espressive ed emozionali attivate dai vari ambiti cromatici, sono state oggi ampiamente dimostrate da una ricca sperimentazione scientifica.

Gli stimoli espressivi ed emozionali generati possono essere molteplici:

Rosso: pulsione, forza, energia, calore, eccitazione, sensualita, appetito;

Arancio: allegria, ottimismo, socialita, condivisione, fiducia, appetito;

Giallo: luminosita, allegria, ragionamento, attenzione, intuizione, leggerezza;

Verde: freschezza, naturalezza, tenerezza, rilassamento, calma, tranquillita;

Azzurro: profondita, stabilita, riposo, serieta, riservatezza, accoglienza, sicurezza;

Viola: malinconia, fantasia, profondita, misticismo, introspezione, magia;

Bianco: purezza, castita, assenza, vuoto, asetticita, indecisione, incertezza;

Grigio: indifferenza, freddezza, neutralita, durezza, depressione, abulia;

Nero: chiusura, rinuncia, paura, negazione, violenza, inibizione, distinzione.

Composizione
del colore

La ruota dei colori, sviluppata dallo svizzero Itten ai primi del 900, esempli ca con estrema chiarezza la composizione del sistema cromatico fondamentale:

3 colori giallo / rosso / azzurro, detti primari in quanto non ottenuti da miscela di altri colori, che mescolati tra di loro a coppie, giallo-blu / giallo-rosso / rosso-blu danno origine ai
3 colori secondari, verde / arancio / viola che mescolati ciascuno con i primari adiacenti in corrispondenza dei vertici dell’esagono sulla ruota esterna danno origine ai
6 colori terziari.
Si identificano facilmente in tal modo anche i colori tra loro complementari, che risultano essere quelli posizionati rispettivamente in posizione opposta sulla ruota esterna. Ogni colore della ruota, mescolato con il suo opposto complementare genera il grigio.

Tutti i colori della ruota hanno gradi diversi di luminosità per cui vengono de nite anche le speci che percentuali di compensazione cromatica per ni armonici di utilizzo in rapporto alle saturazioni e alla luminosità. Ad esempio i colori primari, giallo / rosso / azzurro, e i loro complementari, viola / verde / arancio, quando usati insieme hanno contrasti di quantità, ben determinati, giallo / viola 20-80% , arancio / azzurro 35-65%, rosso/verde 50-50%.
La ruota di Itten è, quindi, una esempli cativa guida pratica per ottenere combinazioni di colori armoniche e piacevoli, di due o più colori, in base ai diversi rapporti di tinta, saturazione e luminosità.

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Metodologie
di uso del colore

Il colore può essere codificato e definito, inoltre, secondo le sue diverse caratteristiche di impiego:

1. Generico: quando oggetti singoli o prodotti in serie vengono colorati in diverse cromie per offrire una numerosa possibilità di scelta cromatica.

2. Funzionale: quando si utilizzano specifici colori per finalità funzionali, sfruttandone le diverse e particolari caratteristiche espressive e/o emozionali.

3. Iconico: quando il colore di un oggetto o di una serie di oggetti, per particolari accadimenti o per effetto temporale, ne diventa rappresentativo e/o identificativo.

4. Imitativo: quando il colore viene utilizzato per rappresentare in modo imitativo altri materiali.

5. Decorativo: quando il colore viene utilizzato liberamente al fine di ottenere effetti decorativi per caratterizzare o connotare oggetti o spazi.

Metodologie
di applicazione
del colore

Il colore inoltre ha diverse possibilità di composizione armonica applicando diverse metodologie:

1. Fondali cromatici: quando i piani di applicazione e gli elementi costruttivi vengono utilizzati come fondali colorati per la sovrapposizione di elementi neutri o a impatto cromatico ridotto.

2. Sovrapposizione cromatica: quando i piani di applicazione e gli elementi costruttivi vengono utilizzati come fondali neutri per la sovrapposizione di elementi colorati.

3. Integrazione cromatica: quando sia i piani di applicazione e gli elementi costruttivi che gli elementi in sovrapposizione sono colorati.

4. Naturalezza cromatica: quando i piani di applicazione e gli elementi costruttivi e in sovrapposizione mantengono le tinte proprie materiche naturali.

5. Astrazione cromatica: quando i piani di applicazione e gli elementi costruttivi sono in tinte acromatiche con sovrapposizione di elementi anch’essi acromatici.

6. Esagerazione cromatica: quando i piani di applicazione, gli elementi costruttivi e sovrapposti sono tutti volutamente e fortemente utilizzati a scopo decorativo per ottenere effetti particolari.

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